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Movimento Internazionale per i diritti civili – Solidarietà
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Un messaggio di Natale

11 dicembre 2011 (MoviSol) - Questo sarà un Natale triste per molti di noi. La manovra di Monti è stata un duro colpo, soprattutto per chi si illudeva che fosse equa: riforma delle pensioni, aumento della benzina, dell’IVA, tassa sulla prima casa, una manovra che costerà a ciascuna famiglia 2.500 Euro, secondo una stima della CGIA di Mestre. Inoltre stando all’audizione del capo dell’ISTAT alla Commissione Finanze, impoverirà almeno un milione di italiani. E quello che preoccupa ancor di più, è che non servirà, a nulla.

I "mercati", a cui doveva mandare il segnale, continuano imperterriti a speculare sui nostri titoli di stato, e su quelli degli altri paesi europei, perché non sono state adottate le uniche misure che avrebbero fermato la speculazione: la cancellazione dei derivati, il divieto delle vendite allo scoperto e la separazione tra banche ordinarie (commerciali) e banche d’affari (vedi la legge Glass-Steagall del 1933), misure che proponiamo da oltre due anni e che sono in discussione anche al Congresso USA, anche se Obama, Geithner, Draghi e la BCE vi si oppongono nel nome del "libero mercato".

Sarkozy, Merkel e i burocrati dell’Unione Europea, quali van Rompuy, Olli Rehn, ormai trasformati in dittatori in giacca e cravatta, non si accontenteranno quindi della manovra di Monti, torneranno alla carica tra un mese chiedendone una ancora più pesante, per poter proseguire coi loro salvataggi bancari, ovvero continuare a rubare ai poveri per arricchire gli speculatori. Parlano di "fondo salva stati" e di "manovra salva Italia", ma ciò che intendono veramente è "fondo salva banche" e "manovra salva speculatori".

Pur non conoscendo i retroscena dei piani europei di "unione fiscale" e "sospensione della democrazia", i cittadini hanno la netta sensazione che tutto questo non funzionerà, che l’Euro crollerà comunque, e che sarebbe meglio uscirne. E che i sacrifici che ci sono stati imposti siano inutili.

Pochi sanno che mentre si parla di "sospensione della democrazia" e di "misure automatiche di taglio al bilancio", in lontananza rullano anche i tamburi di guerra, esattamente come durante la Grande Depressione. E’ in preparazione un’altra guerra coloniale, contro Siria ed Iran, come quella in Libia, con la differenza che questa volta ci sono piani di contingenza per un attacco nucleare preventivo contro l’Iran da parte di Israele, che scatenerebbero la reazione della Russia e della Cina trascinandoci nella terza guerra mondiale. Per l’impero britannico, la crescita economica della Russia e della Cina, mentre crolla il sistema dell’Euro e il sistema bancario transatlantico, è un "casus belli". E i paralleli con la Grande Depressione non finiscono qui. L'ultima volta che in Italia si ebbe il pareggio di bilancio fu nel 1925, sotto Benito Mussolini.

La reazione di molti, di fronte all’austerità ed al pericolo di guerra, è quella di rimuovere: cercare di godersi il Natale e il Capodanno, fare bagordi, sperando che con l’anno nuovo qualcuno provveda a fermare questa follia. Non contate sui nostri politici: eccezion fatta per la Lega Nord, che è all’opposizione, tutti i partiti al Parlamento sembrano instupiditi dalle minacce che vengono dall’Europa, o dai "mercati".

Invece di reagire, riaffermando la sovranità nazionale dell’Italia, e chiedendo semmai, come fece Roosevelt nel 1933, che siano i "mercati" a dare un segnale a noi, smettendo di speculare, accettano passivamente tutto quello che ci viene imposto, succubi del ricatto "o faremo così o crollerà l’Euro". Sembra che pensino soltanto a salvare i loro vitalizi e proseguire la legislatura fino al 2013.

Toccherà dunque ai cittadini opporsi a queste misure, e proporre misure alternative a quelle che ci sono state imposte, con la forza e col ricatto. LaRouche e MoviSol, che avevano previsto questa crisi finanziaria ben prima del 2008 (negli anni Novanta), lo stanno facendo: negli Stati Uniti, in molti paesi europei, in Asia, America Latina e nel resto del mondo. Ma abbiamo bisogno del vostro aiuto affinché le nostre proposte (per salvare le PMI, per una Commissione Pecora sulle cause della crisi, per il credito produttivo alle imprese, per i grandi progetti infrastrutturali che creeranno lavoro e sviluppo economico, ed anche un senso di missione per il nostro paese, come con il progetto Transaqua) vengano adottate, e per diventare un fattore cruciale nella politica italiana ed alle prossime elezioni.

Negli ultimi mesi molti ci hanno fatto i complimenti, alla radio, alla TV e scrivendoci, e ci hanno detto "bravi, siete l’unica voce fuori dal coro che dice le cose come stanno e propone la soluzione". I complimenti non sono sufficienti. Sostenete MoviSol: mandate il contributo che rinviate da mesi, associatevi, chiedete ad altri di associarsi, in modo da aumentare la nostra visibilità nella politica italiana, organizzate incontri e conferenze nella vostra città. È tempo di attivarsi, finché nel nostro paese ci sarà ancora la libertà di parola e di riunione. Noi sappiamo che cosa fare, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto per cambiare la situazione.

Certa che non ci farete mancare il vostro sostegno, vi auguro Buon Natale e felice anno nuovo.

Liliana Gorini
Presidente di MoviSol



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