[Solidarietà, anno XI n. 2, giugno 2003]
LaRouche, il candidato con i maggiori sostegni
La stagione delle primarie negli USA si apre con LaRouche in testa per il numero di contributi elettorali raccolti e al quarto posto per il totale dei fondi elettorali. Il suo Movimento Giovanile mette in crisi la strategia di contenimento del candidato scomodo
Allinizio di maggio la Federal Election Commission (FEC), lente preposto al finanziamento pubblico dei candidati presidenziali negli USA, ha rilasciato alcuni dati preliminari da cui risulta che tra i dieci candidati in lizza, Lyndon LaRouche è al primo posto per il numero totale delle donazioni ed al quarto posto per la somma dei contributi raccolti 3,7 milioni di dollari.
La legge prevede che chi dona più di 200 dollari deve registrarsi presso la FEC; inoltre, la stessa FEC registra cumulativamente le donazioni inferiori ai 200 dollari, senza specificare il donatore. In entrambe queste categorie LaRouche vanta il più alto numero di contribuenti.
Integrando i dati della FEC, lorganizzazione elettorale di LaRouche ha reso noto che fino al 31 marzo 2003, sono state complessivamente 18.079 le persone che hanno versato un contributo elettorale grande o piccolo. Questo è un dato cruciale nello stabilire in che misura un candidato gode del riconoscimento dellelettorato oppure è sostenuto dagli ambienti di potere, il cosiddetto establishment, che lo finanzia attraverso altri canali.
La graduatoria assoluta del denaro raccolto è guidata dai senatori John Kerry e John Edwards e dallon. Dick Gephardt. Piazzandosi al quarto posto, LaRouche ha raccolto più fondi del sen. Joe Lieberman, che è stato candidato alla vicepresidenza nel 2000, dellex governatore del Vermont Howard Dean, del sen. Bob Graham ed altri. Non sono ancora disponibili i dati sul conto del rev. Al Sharpton di New York, mentre sia Kerry che Gephardt hanno potuto riciclare sostegni finanziari per circa 2,5 milioni di dollari raccolti nelle precedenti campagne.
Sabotaggi elettorali
Già negli anni Ottanta diversi candidati a varie cariche elettive nella cordata di LaRouche raccolsero dal 15 al 30 per cento dei consensi. Nelle primarie del marzo 1986 in Illinois due candidati di LaRouche ottennero la candidatura alle due cariche più importanti dello stato dopo quella di Governatore, tanto che Henry Kissinger ed altri personaggi si mobilitarono per avviare una colossale opera di diffamazione e persecuzione legale. È noto che in quelloccasione lesperto di sondaggi elettorali Michael McKeon informò lesponente della destra Daniel Patrick Moynihan che LaRouche disponeva di un sostegno popolare del 25%. Questo sebbene i mass media fossero stati istruiti a non parlare di LaRouche.
Oggi di nuovo, proprio per il sostegno popolare già evidente nei dati della FEC, la leadership ufficiale del Partito Democratico è impegnata ad escludere LaRouche dai dibattiti televisivi. È infatti scontato che LaRouche rincondurrebbe immediatamente il dibattito politico sugli argomenti fondamentali che contano, e gli effetti salutari di ciò si farebbero immediatamente sentire sulla Casa Bianca, ora caduta sotto linflusso degli utopisti.
Primo sfondamento
Tra la fine di aprile e linizio di maggio il contenimento è stato sfondato in diverse occasioni, prima di tutto con una lettera di 40 democratici che ricoprono o hanno ricoperto cariche pubbliche, nel North Carolina e in altri stati, che hanno chiesto espressamente al presidente del partito nel North Carolina di ammettere LaRouche ai dibattiti trattandolo come un democratico a pieno titolo. Nei giorni successivi, ai 40 firmatari, tra cui spiccava anche Jocelyn Elders, ex Surgeon General (massima autorità medica federale), si sono aggiunti nuovi democratici di spicco che chiedono la partecipazione di LaRouche ai dibattiti in Iowa, Winsconsin e Ohio. In questi tre stati LaRouche conta il numero più alto di sostenitori paganti come pure il massimo di contributi raccolti. Di questo braccio di ferro hanno riferito diversi mezzi dinformazione, alcuni dei quali hanno anche notato la buona posizione di partenza di LaRouche in questa competizione elettorale democratica sottotono, allinsegna della sottomissione allo strapotere repubblicano.
Si tratta di un primo successo nello sfondare il contenimento che lo stesso partito democratico ha decretato contro LaRouche già nel corso delle ultime presidenziali, quando contro di lui aveva ripristinato la legge con cui negli anni sessanta venivano esclusi i neri nel Mississippi: il partito è un club privato e ammette solo chi vuole; i riconoscimenti non contano. Naturalmente sulla carta patinata lo stesso partito si proclama the party of inclusion, contrario cioè ad ogni esclusione.
Il Movimento Giovanile
La dimensione nuova, questa volta, è che LaRouche ha dato vita ad un proprio movimento giovanile che si sta rapidamente sviluppando e che è già mobilitato per impedire che i burocrati dellorganismo direttivo (DNC) guidino ancora una volta il partito ad una sconfitta clamorosa pur di escludere il candidato scomodo.
Questi giovani sono già intervenuti a metà marzo alla convention californiana, la più grande del partito, denunciando le collusioni del favorito Joe Lieberman con la mafia, raccogliendo vasti consensi tra i democratici più tradizionalisti, che sono nel partito perché condividono limpostazione politica generale che fu del presidente F.D. Roosevelt.
Ma proprio questo è il veto che Lieberman e la sua corrente DLC intendono ora imporre al partito: Qua non si parla di FDR, cioè di Franklin Delano Roosevelt. Questi diventò presidente negli anni trenta facendo appello alle masse popolari più colpite dalla depressione e mise in moto una straordinaria ripresa economica che permise agli USA di uscire dalla depressione, vincere la guerra e ricostruire lEuropa.
Il consenso raccolto dai giovani larouchiani alla convention di Sacramento è stato tale per cui i burocrati del partito non sono stati in grado di far espellere i giovani manifestanti, e quando è stata mandata in onda una videoregistrazione di Lieberman, la gente lo ha fischiato.
Contemporaneamente a Washington altri giovani sostenitori di LaRouche intervenivano numerosi negli edifici del Congresso e del governo per sollecitare il dibattito sui temi proposti dal loro movimento.
LaRouche è lunico candidato ad aver dato vita ad un movimento giovanile, che anima tra laltro con trasmissioni su internet seguitissime in molti atenei americani. Nella trasmissione del 24 aprile LaRouche ha detto: «Cè un conflitto tra la now generation e la no-future generation, cioè i sessantottini ed i loro figli. I giovani debbono convincere la generazione matura ad affrontare e cambiare la realtà che ci troviamo di fronte. I giovani debbono andare nei partiti, negli incontri politici e rivitalizzare quelli che hanno meno di sessantanni, che appartengono ad una generazione che non è disposta ad affrontare la realtà di un mondo che essi hanno creato, e debbono farlo perché le soluzioni ci sono!».
Vedi servizio fotografico dei giovani del LYM