Una nuova iniziativa per il diapason di Verdi
Il Maestro Arturo Sacchetti presenta il suo progetto per unorchestra nel La verdiano (432)
Alla conferenza internazionale dello Schiller Institut tenutasi a Oberwesel (Germania) il 24-25 luglio 1999, il maestro Arturo Sacchetti ha presentato il suo progetto per le celebrazioni verdiane a Busseto nel centenario dalla morte del grande compositore italiano (2001). Sacchetti, rinomato organista, direttore di coro ed orchestra, già direttore artistico di Radio Vaticana ed attualmente direttore del Festival Perosiano a Tortona, ha preso la parola durante la sessione musicale, insieme ad Anno Hellenbroich, direttore del coro e orchestra dello Schiller che sta preparando la Passione secondo San Giovanni di Bach, su cui è intervenuto, e Liliana Gorini, che ha presentato il Lied di Johannes Brahms "Mainacht" come esempio delluso del colore vocale. Il Mo. Sacchetti è stato assistito durante la sua presentazione dalla moglie, la pianista ed organista Natalia Kotsioubinskaia, e dal primo oboe della sua orchestra a Tortona, Giampiero Del Santi, che hanno eseguito alcuni esempi da sonate di Ponchielli e Rossini per oboe e pianoforte nelle due accordature, quella altissima odierna (La=444 Hz) e quella voluta da Giuseppe Verdi nel 1884 (La=432 Hz), nonché un passaggio dalla famosa aria di Aida "O cieli azzurri" insieme al soprano Liliana Gorini, per far sentire la differenza di colore e la morbidezza del suono con laccordatura verdiana. Lo stesso esempio era stato eseguito dal soprano verdiano Antonella Banaudi alla conferenza tenutasi nel Salone Barezzi nel febbraio 1997, per presentare Canto e Diapason, a cui avevano partecipato, oltre al Mo. Sacchetti, il famoso tenore Carlo Bergonzi, che sostiene liniziativa dello Schiller per il La verdiano dal 1988, il famoso baritono Piero Cappuccilli e Lyndon H. LaRouche. Pubblichiamo stralci dellintervento del Mo. Sacchetti:
"Dopo questaudizione sarà apparsa chiaramente la differenza tra i due tipi di accordatura. Il vero problema, per l accordatura a 430 Hz è rappresentato dagli strumenti musicali. Soltanto quando gli strumenti musicali potranno riprodurre questo tipo di accordatura, le voci, sia solo che corali, potranno adeguarsi. Ciò che è certo: non è possibile passare in poco tempo da unaccordatura alta ad unaccordatura bassa a 430 Hz. Sia gli strumenti a corda, abituati a un certo tipo di trazione della corda, sia gli strumenti ad ancia, che hanno necessità di ance costruite apposta per questo tipo di accordatura, richiedono strumenti dellepoca verdiana, o copie. Al momento attuale non siamo ancora nella condizione di applicare questo tipo di accordatura nel nostro paese. È un percorso che deve iniziare. Ma laspetto più importante è spiegare ai musicisti perché questo tipo di accordatura presenta dei vantaggi rispetto allaccordatura alta. Con unaccordatura a 430 Hz, unaccordatura verdiana, bassa, questi sono i vantaggi: il colore innanzi tutto, perché laccordatura alta rende i suoni molto aspri e brillanti. Per colore intendo quello degli strumenti, ma di conseguenza quello delle voci. La fusione tra gli strumenti è una realizzazione difficilissima per un direttore dorchestra: questa diventa quasi impossibile con gli strumenti ad accordatura alta. Laccordatura alta degli strumenti stimola la celerità, cioè la rapidità del ritmo. Non soltanto, ma influisce sulla dinamica. Per quanto riguarda invece la voce umana, è evidente dalla tabella pubblicata su <Canto e Diapason che portando laccordatura alta il passaggio di registro, che è un elemento fondamentale nella caratteristica vocale, viene pregiudicato. Questo perché i compositori, soprattutto del genere vocale, conoscevano perfettamente la voce umana e i passaggi di registro. E nella invenzione della melodia avevano particolare cura che certe fioriture non coincidessero con i passaggi di registro. In questo momento viviamo una fase di transizione, di passaggio tra unabitudine allaccordatura alta e il tentativo di riconquistare laccordatura originale. Il primo problema che si pone è quello di usare gli strumenti cosiddetti moderni per portarli allaccordatura bassa. Vorrei fare ascoltare un primo esempio di questo tentativo, lesecuzione delloratorio Mosè di Lorenzo Perosi (inciso su CD dalla Bongiovanni). Per questesecuzione gli strumenti sono stati accordati a 435-437 Hz. Questo tipo di accordatura è stato praticato per consentire alle voci (quattro baritoni, due bassi, due tenori e un soprano) di avere unestensione naturale per le voci. Lopera è stata composta nel 1900, quando il diapason allepoca era 437. Dallintroduzione dellorchestra ci si accorgerà della morbidezza e della spontaneità del colore.
"Vorrei ora brevemente illustrare il progetto di Busseto, per le celebrazioni verdiane. La redazione di questo progetto è stata ispirata dallazione che penso conosciate di Lyndon LaRouche, la cui opera, apparsa in italiano col titolo Canto e Diapason, ha posto in evidenza il rapporto tra accordatura e varie voci (soprano, mezzosoprano, tenore, baritono e basso). Il progetto di Busseto tende a riproporre il recupero delle opere di Verdi secondo laccordatura originale, 430-432 Hz. Il progetto è rigoroso perché prevede la costituzione di un parco di strumenti accordati a 430 Hz. Questa dotazione strumentale è posta a disposizione di musicisti per un corso di formazione professionale. Laspetto strumentale riguarda gli strumentisti e direttori dorchestra. Dopo un periodo di studio per la pratica di questi strumenti accordati a 430 Hz, si inseriranno i vocalisti dellAccademia di perfezionamento del Mo. Carlo Bergonzi. Da questa esperienza comune si perverrà allallestimento di alcune opere, opere legate a Busseto per motivi particolari: lopera I due Foscari composta a Busseto, in Casa Barezzi, Giovanna di Guzman versione italiana dei Vespri siciliani, unica opera rappresentata al Teatro Ducale di Parma, unica in Emilia. Alcuni allestimenti di opere degli anni Ottanta, risalenti allepoca della presa di posizione di Verdi sullinnalzamento del diapason, Simon Boccanegra, Don Carlos e Otello. Questo è il progetto verdiano che tende come finalità a costituire per la prima volta unorchestra con accordatura a 430 Hz. E a questa accostare le voci, sia solo che corali, per lapplicazione di questo tipo di accordatura. Questo progetto certamente scatenerà molte polemiche. Soprattutto perché esiste una parte del mondo musicale internazionale che sostiene laccordatura alta. Senza motivazioni scientifiche, ma sostenendo che soprattutto le voci si debbano adattare o adeguare allaccordatura alta. In ogni caso il risultato dellesecuzione nellaccordatura alta odierna non è coerente con il mondo sonoro dellepoca ottocentesca. Quindi non solo per quanto riguarda le opere di Verdi, ma il mondo musicale dellOttocento, strumentale, sinfonico, cameristico, oratoriale e teatrale, oggi non corrisponde alla realtà dellepoca. Questa realtà è un tradimento della verità creativa dei compositori. I cantanti più famosi hanno sostenuto per questo motivo la nostra iniziativa per tornare al La verdiano. Sono stati frequentissimi i casi in cui il cantante chiamava in camerino il primo oboe per ascoltare laccordatura e decideva di non cantare. Quindi noi ci auguriamo con questo progetto di riuscire a sensibilizzare i musicisti affinché questo problema venga affrontato scientificamente, musicalmente, soprattutto nel rispetto della verità, dellintento creativo ed anche degli interpreti."