Movimento Internazionale per i diritti civili – Solidarietà

 

 

Da sinistra: Andrew Spannaus, Susanna Bimbi e Liliana Gorini

 

Alla Statale di Milano: la povertà è inevitabile, o si può sconfiggere con grandi progetti economici?

L’11 marzo il Movimento Solidarietà ha tenuto all’Università Statale di Milano una conferenza dal titolo “Sviluppo sostenibile: la povertà è inevitabile, o si può sconfiggere con grandi progetti economici?”. Susanna Bimbi, studentessa di Scienze Politiche e rappresentante del LaRouche Youth Movement, ha aperto la conferenza ricordando che “la catastrofe dello tsunami ci pone di fronte a una riflessione fondamentale: dobbiamo distinguere tra gli aspetti dei disastri naturali che possono essere evitati e gli effetti deleteri della mancanza di una politica di sviluppo negli ultimi decenni, colpa di cui si sono macchiati gli organismi finanziari internazionali”. Bimbi ha presentato un modello positivo da seguire oggi: quello della Tennessee Valley Authority di Roosevelt, che non a caso Bush cerca di smantellare oggi insieme a tutto il sistema previdenziale creato dal grande presidente americano.
“Roosevelt, con i grandi progetti economici del New Deal, dimostrò che la povertà si può sconfiggere con lo sviluppo economico e soprattutto dimostrò che l’unico vero ostacolo alla crescita della società è il sistema coloniale che considera alcune persone non degne di una vita dignitosa. Quando diventò presidente nel 1933, il sistema bancario era crollato, allora Roosevelt ricorse alla Reconstruction Finance Corporation. Usò questo ente come strumento per incanalare nei nuovi progetti infrastrutturali credito abbondante e a buon mercato e integrandolo in una strategia unica che comprendeva: la riorganizzazione fallimentare delle banche, il ripristino dell’intero sistema bancario, la costruzione di infrastrutture, i lavori pubblici, la piena occupazione e la rivitalizzazione dell’industria e dell’agricoltura”.
“Dal punto di vista delle infrastrutture” ha proseguito Bimbi “l’esempio più macroscopico è costituito dall’esperienza dell’infrastrutturazione della valle del Tennessee. In questa grande regione, che era una sorta di terzo mondo nel cuore dell’America, la popolazione viveva in condizioni miserevoli: nel 1933 meno del 3% delle abitazioni disponevano di elettricità, la malaria affliggeva gran parte della popolazione.La regione era in balia dei capricci della natura: incendi, terreni agricoli isteriliti, quasi inutilizzabili, inondazioni periodiche e imprevedibili del fiume Tennessee che impedivano insediamenti urbani lungo il corso d’acqua. Roosevelt allora costituì il 18 maggio 1933 la Tennessee Valley Authority. La TVA fu costruita in un momento di grave crisi economica quando le amministrazioni stavano intraprendendo la via disperata di contenere la produzione e distruggere i prodotti nella speranza di stimolare la ripresa economica. La TVA rappresentò invece un’idea fondamentalmente diversa di gestire le risorse economiche di un’economia moderna:quella di un’impresa su grande scala concertata deliberatamente dalle autorità pubbliche con alcuni scopi sociali ed economici chiaramente definiti fin dall’inizio. Rappresentò una politica di speranza e di espansione in cui il governo avrebbe svolto un ruolo dinamico”.
Liliana Gorini, vicepresidente del Movimento Solidarietà, ha proseguito parlando di un altro tentativo di debellare la povertà, questa volta nei paesi in via di sviluppo, risalente al 1976 ed alla conferenza del Movimento dei Paesi Non Allineati che si tenne a Colombo, capitale dello Sri Lanka, e si concluse con un appello per un nuovo ordine economico mondiale più giusto sottoscritto da 86 paesi, in rappresentanza di due miliardi di persone. A quell’epoca il movimento dei non allineati, ed in particolare Indira Gandhi e l’allora ministro degli Esteri della Guyana Fred Wills, collaboravano col movimento di LaRouche nel dar vita ad un nuovo sistema creditizio che sostituisse il Fondo Monetario Internazionale e le sue “condizioni”. Chi si oppose al movimento dei non allineati furono Kissinger e le grandi banche creditrici, che volevano tenere i paesi in via di sviluppo nella povertà, come produttori di materie prime e “spiagge a basso costo”.
Andrew Spannaus ha denunciato un altro aspetto di questa politica imperiale: l’idea dello “sviluppo sostenibile” come alternativa allo sviluppo industriale e tecnologico, ed al trasferimento di tecnologia, con pretesti ambientalisti o antropologici, ma sicuramente ispirata da fautori dell’Impero britannico quali Tommaso Malthus, Bertrand Russell, il Club di Roma e il WWF del principe Filippo d’Edimburgo.
Gli studenti hanno posto molte domande, soprattutto sul ruolo di LaRouche nel cambiare la politica americana dopo la rielezione di Bush, che preoccupa moltissimi giovani in Italia.


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