![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Il Movimento Solidarietà all'Istituto E. Majorana di Bologna
A un anno di distanza dalla prima conferenza (vedi), il Movimento Internazionale per i Diritti Civili - Solidarietà ha partecipato il 22 marzo 2006 alla co-gestione dell'Istituto E. Majorana di San Lazzaro di Savena (BO). Il primo discorso, di Susanna Bimbi (prima foto in alto a sin.), è servito soprattutto a far conoscere agli studenti presenti il movimento giovanile di LaRouche e il suo ruolo nella politica americana, considerata l'influenza da esso esercitata direttamente sui rappresentanti politici a livello federale. Questa battaglia, che annovera già alcuni successi (dalla proposta di LaRouche di far dimettere il vicepresidente Cheney, principale artefice della guerra permanente e preventiva, ripresa da numerosi parlamentari democratici e perfino da alcuni repubblicani, alla sconfitta del progetto di Bush di privatizzare la previdenza sociale rooseveltiana), va situata nel contesto della crisi economica mondiale: bisogna tenere ben presente che gli Stati Uniti sono, al contempo, sia il problema che la chiave della soluzione globale. Susanna, che la scorsa estate ha partecipato col LYM alla campagna elettorale di Helga Zepp LaRouche e del Movimento Solidarietà tedesco (BueSo) contro la camicia di forza del Trattato di Maastricht e per il ritorno al marco tedesco, ha quindi introdotto l'intervento di Flavio Tabanelli, sul tema delle grandi infrastrutture. Flavio (seconda foto a sin.) ha esordito parlando delle caratteristiche e le cause della crisi economica, giungendo ad evidenziare il ruolo della contrapposizione tra il pensiero oligarchico e la concezione agapica dell'economia. Ha quindi elencato alcune grandi opere infrastrutturali che si inseriscono nel progetto del ponte terrestre eurasiatico, che LaRouche promuove in vista della ripresa economica mondiale. Verso la fine, Flavio ha mostrato come l'oligarchia abbia cercato negli ultimi decenni di ovviare alla dinamica naturale con cui le nazioni tenderebbero ad integrarsi con le infrastrutture, per raggiungere livelli tecnologici superiori dell'economia fisica. A tale scopo, si è servito di due esempi: il primo - quello più crudo e sbrigativo - è l'orchestrazione dei conflitti armati, che spesso coincidono coi punti in cui dovrebbero passare i corridoi di sviluppo; il secondo è quello della controcultura, operazione sofisticata con cui è stata imposta alle popolazioni, ai giovani soprattutto, delle nazioni occidentali una rivalutazione del paganesimo. Di quest'ultimo, infatti, sono state promosse, essenzialmente, tre implicazioni: il rapporto di subalternità dell'uomo verso la natura divinizzata, che porta a temere ogni intervento umano passibile di trasformazioni biologiche o geologiche sull'ambiente; la concezione dell'amore esclusivamente sensuale o istintuale (make love, not war), che l'agape di San Paolo aveva superato; il senso di mistero e paura di alcuni aspetti della natura (ad es. la radioattività) e sui modi di trarne vantaggio per l'uomo, che sono in realtà perfettamente conosciuti o conoscibili.
Durante l'intervento, il dibattito è sorto spontaneamente: degna di nota è la reazione di un professore che si è meravigliato che il Movimento Solidarietà proponga la costruzione di centinaia di centrali nucleari, anche in Africa!, e la risposta di un suo studente, che ha compreso bene come questo si inserisca in un piano più generale per sviluppare il settore in via di sviluppo, e ha ricordato come le centrali nucleari odierne non siano più come quelle di Chernobyl.
Nel pomeriggio il Movimento Solidarietà ha distribuito sotto ai portici della zona universitaria il volantino che invitava ad un incontro serale, il quale è stato preceduto da una prova di canto, sul mottetto mozartiano Ave Verum Corpus, breve opera che contiene tuttavia una sorta di condensato dell'arte compositiva, e si sviluppa su certi aspetti ambigui dei rapporti tra le note della scala musicale.
Nell'incontro che ha riunito una decina di persone, tra membri ed esterni, Liliana Gorini ha spiegato le ragioni che stanno spingendo l'amministrazione Cheney-Bush verso una nuova guerra preventiva, questa volta contro l'Iran, usando come pretesto la questione del programma nucleare che quel Paese vuole perseguire; ribadendo la necessità di trasformare gli Stati Uniti, affinché cessino tutte le influenze internazionali che concorrono a realizzare il progetto dei neoconservatori.
Liliana ha inoltre ricordato come il quadro storico e generale del Trattato di Non Proliferazione abbia sempre riservato dei problemi, ed ha indicato un grave errore recentemente commesso da Bush nell'accordare all'India un patto di collaborazione nucleare che in sostanza si vorrebbe negare proprio all'Iran. Alla breve presentazione ha fatto seguito un lungo scambio di domande e analisi sulla geometria di questo problema, su come cambiare la situazione politica in Italia, cambiando quella americana, che la influenza (nel bene e nel male) ed infine su come esporre i giovani al Sublime, aiutandoli a liberarsi dal senso di inadeguatezza o di incapacità, o anche di paura, davanti a problemi di questa vastità.
Flavio Tabanelli
Movimento Internazionale per i diritti civili Solidarietà
Movimento Internazionale per i diritti civili Solidarietà