Il 16 luglio, Russia e Cina hanno celebrato il 25° anniversario del “Trattato russo-cinese di buon vicinato, amicizia e cooperazione” che, secondo entrambi i Paesi, ha apportato notevoli benefici. Lo studioso cinese Cui Heng li ha illustrati al Global Times, sottolineando che il coordinamento strategico tra Cina e Russia si è dimostrato “immune ai tentativi delle potenze esterne di minare il nucleo dei loro legami” (https://www.globaltimes.cn/page/202607/1366134.shtml).
I due Paesi, ha sottolineato, sono stati in grado “di affrancarsi dalla secolare logica binaria che confina le grandi potenze all’alleanza o allo scontro”. Infatti, il concetto fondamentale di “amicizia eterna” è sancito nel trattato. Pertanto, questo modello offre “un prezioso riferimento per i paesi che si sforzano di affrancarsi dall’egemonia unipolare e perseguire uno sviluppo indipendente”.
Anche il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov (nella foto a destra) ha colto l’occasione per descrivere, sul Kommersant del 16 luglio, come il partenariato tra Russia e Cina sia diventato “un modello di relazione interstatale fondato sull’uguaglianza, sull’equilibrio degli interessi e sul vantaggio reciproco” (https://mid.ru/en/foreign_policy/news/2126964/). Ciò ha permesso loro, a suo avviso, di resistere all’“influenza di circostanze esterne”. A livello pratico, i risultati illustrati dal ministro degli Esteri parlano da soli: il volume degli scambi commerciali bilaterali è aumentato di oltre trenta volte negli ultimi 25 anni; i saldi finanziari tra i due paesi avvengono quasi interamente nelle valute nazionali e “la quota delle transazioni effettuate in dollari statunitensi ed euro si è ridotta a un livello trascurabile”; sono state intraprese importanti iniziative congiunte nel campo dell’energia nucleare a fini pacifici, mentre “i progetti nel settore spaziale e nella navigazione satellitare stanno dando risultati tangibili”. Anche il commercio di prodotti agricoli e alimentari è in aumento e si sta consolidando la connettività dei trasporti, compreso lo sviluppo congiunto della “Rotta del Mare del Nord”, attraverso l’Artico.
A quanto ha scritto Cui Heng vorremmo aggiungere che l’impegno per un’“amicizia eterna” fa eco al principio del “vantaggio reciproco” enunciato nello storico Trattato di Westfalia, che liberò l’Europa da oltre un secolo di guerre e pose le basi per lo sviluppo della civiltà occidentale.
La prospettiva del reciproco vantaggio è ovviamente più allettante per la Maggioranza Globale del mondo rispetto alle minacce, alle sanzioni e agli interventi armati da parte degli Stati Uniti e dell’Europa. Ciò contribuisce a spiegare i risultati di un sondaggio globale condotto da Pew Research, che ha messo a confronto le opinioni su Cina e Stati Uniti in 36 paesi. Quest’anno, per la prima volta in vent’anni, è emerso che “la Cina è ora vista in modo più positivo rispetto agli Stati Uniti nella maggior parte dei 36 paesi oggetto dell’indagine”. Infatti, solo nove su 36 hanno scelto gli Stati Uniti. Il sondaggio, condotto su oltre 45.000 persone, è stato effettuato dall’8 febbraio al 13 maggio, un periodo caratterizzato dal rilancio della guerra da parte degli Stati Uniti contro l’Iran.