Nonostante il crescente numero di avvertimenti, i leader europei, guidati dalla cosiddetta “Coalizione dei volenterosi”, non sembrano ancora intenzionati ad avviare la diplomazia con la Russia. Al contrario, la corsa al riarmo e l’economia di guerra sono le loro priorità dichiarate, vendute all’opinione pubblica con la bufala secondo cui la Russia si starebbe preparando ad attaccare l’Europa il prima possibile. Ciò che non viene detto è che la loro politica mira proprio a provocare una tale risposta – come dimostra il fatto che, di recente, diversi paesi europei hanno aiutato Kiev a lanciare attacchi con droni e di altro tipo in profondità nel territorio russo.
I ripetuti avvertimenti dei leader russi, compreso Putin, non sono stati ascoltati. Forse daranno ascolto a Dmitry Polyanskiy (foto), un diplomatico russo di grande esperienza che, dopo aver ricoperto la carica di vice-ambasciatore russo presso le Nazioni Unite dal 2018 al 2025, è ora è ambasciatore presso l’OSCE a Vienna. In un’intervista del 16 maggio al podcast Deep Dive, il colonnello americano in pensione Daniel Davis gli ha chiesto se Mosca sia pronta a contrattaccare obiettivi in Europa. In risposta, Polyanskiy ha affermato che se gli interessi vitali della Russia fossero in pericolo, “non credo che esiteremo e tutti dovrebbero assolutamente tenerlo a mente”. Ha sottolineato il fatto che la dottrina nucleare del suo Paese è pubblica e che tutti “possono vedere quando e in quali circostanze quelle armi saranno utilizzate”.
Mosca ha agito con moderazione fino ad ora, anche in Ucraina, ha sottolineato il diplomatico russo, ma tale moderazione, motivata dalla preoccupazione per le popolazioni, non deve essere confusa con debolezza. Ha avvertito che, se l’Europa e la NATO continueranno a oltrepassare le linee rosse della Russia, Mosca potrebbe colpire e allora la gente si chiederà “perché la Russia abbia reagito in modo così duro e risoluto. Ma sarà troppo tardi”.
In un’intervista con Pavel Zarubin trasmessa il 10 maggio, a Vladimir Putin è stato chiesto se l’Occidente stia “andando troppo oltre” con gli attacchi dei droni in Russia. Il presidente russo ha iniziato la sua risposta chiedendo: “Che cos’è esattamente l’Occidente? Credo che sia la cosiddetta parte globalista delle élite occidentali. È essa che sta combattendo contro di noi per procura attraverso l’Ucraina. Naturalmente, si è sistemata piuttosto bene in questo senso, avendo provocato il conflitto”. Ha poi rivelato alcune informazioni riservate a sostegno di ciò. I russi e gli ucraini avevano concluso un accordo nel 2022, a Istanbul. E “poi un collega – beh, perché nasconderlo? Il signor Macron mi ha chiamato e ha detto: ‘L’Ucraina non può firmare documenti così storici con una pistola puntata alla testa’”. Questa è una citazione diretta; abbiamo la registrazione di quella conversazione. ‘Allora che cosa bisogna fare?’ ‘Ritirare le truppe dai dintorni di Kiev.’ Le abbiamo ritirate. E poi è spuntato un altro personaggio dello spettacolo, l’allora Primo Ministro della Gran Bretagna. Che cosa ha detto? Ha detto che l’accordo non può essere firmato perché è ingiusto… Successivamente, hanno promesso aiuti [all’Ucraina] e hanno alzato il livello dello scontro con la Russia, che continua a tutt’oggi. Credo che questo affare stia per finire ma, tuttavia, è una cosa seria”.
Putin ha concluso facendo notare che c’è “gente intelligente” in Europa e lui spera “che queste forze politiche tornino gradualmente al potere col sostegno della stragrande maggioranza dei cittadini”.