Il 6 e il 9 agosto hanno segnato l’81° anniversario del lancio delle prime bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Per ricordare l’assoluta follia dell’uso delle armi nucleari, in qualsiasi momento e sotto qualsiasi forma, l’incontro settimanale del 7 agosto della International Peace Coalition, ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Ted Postol (foto) uno dei massimi esperti al mondo di armi nucleari.

È forse solo una coincidenza che, proprio nella stessa settimana, lo U.S. Strategic Command abbia tenuto il suo “2026 Deterrence Symposium” a Omaha, in Nebraska, in cui Elbridge Colby, Sottosegretario alla Difesa, e altri hanno discusso una proposta di modifica della strategia nucleare statunitense che porrebbe maggiore enfasi sulle armi nucleari tattiche. Il cambiamento è concepito per affrontare scenari in cui gli alleati dell’America subiscano un attacco da parte della Russia o della Cina in un conflitto regionale.

Allo stesso tempo, in Europa, i leader di governo parlano apertamente della possibilità di estendere il deterrente nucleare francese ad altri paesi membri della NATO, tra cui Germania e Polonia, o di far schierare da parte degli Stati Uniti ancora più armi nucleari, presumibilmente per “proteggere” gli europei dalla Russia. Ci si chiede se sia maggiore l’impulso suicida o quello omicida, o se i protagonisti siano completamente accecati dalle proprie illusioni.

Elbridge Colby ha dichiarato al simposio che ci si deve “assicurare di avere opzioni nucleari credibili e razionali”. Ci sarebbe forse bisogno di ricordare che non esistono usi “razionali” delle armi nucleari? Nell’era nucleare, la diplomazia è l’unica risposta sensata ai conflitti e alle controversie che sorgono per qualsiasi motivo, come la maggior parte delle persone può facilmente comprendere.

Il sindaco di Nagasaki, Shiro Suzuki, si è espresso con forza su questo tema durante una solenne cerimonia nella sua città il 9 agosto. Suzuki ha condannato gli argomenti sofistici secondo cui le armi nucleari aumenterebbero la sicurezza. Ha invitato tutti gli Stati nucleari ad affrontare immediatamente la pericolosa realtà per cui il mero possesso di tali armi aumenta drammaticamente il rischio di una guerra globale.

In questo momento storico, in cui le guerre in Ucraina e nell’Asia sud-occidentale minacciano di esplodere in una nuova guerra mondiale, questa realtà deve essere affrontata. Essa è stata compresa da molte nazioni del “non-Occidente”. Come sanno i nostri lettori, in tutto il mondo è in corso un profondo riallineamento strategico, con l’emergere di nuove alleanze e partnership, non solo sulle questioni di sicurezza, ma anche a sostegno di un reale sviluppo economico. Se l’Europa e gli Stati Uniti, il cosiddetto “settore avanzato”, non vogliono restare indietro, potrebbero cambiare completamente politica e unirsi a questa nuova dinamica. È questo il pensiero alla base della proposta dell’Istituto Schiller per una nuova architettura di sicurezza e sviluppo.