La sera del 24 aprile, proprio mentre il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi stava arrivando a Islamabad per dei colloqui con il governo pakistano, la TV nazionale pakistana (PTV) ha rilanciato la proposta dello Schiller Institute per risolvere i conflitti con “una nuova architettura di sicurezza e sviluppo che debba tener conto degli interessi di ogni singolo paese del pianeta”, per bocca della stessa autrice, Helga Zepp-LaRouche. Intervistata nel corso del telegiornale, la fondatrice dello SI ha tracciato un’ampia analisi sulle cause della guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran e sulle prospettive di una soluzione negoziata.
La signora LaRouche ha ricordato che le ragioni di quella guerra di aggressione non provocata non vanno ricercate nell’Iran stesso, né tantomeno nell’Asia sud-occidentale. Il vero problema, ha affermato, è l’egemonia statunitense e il fatto che i paesi del Sud del mondo “stanno cercando di porre fine a un periodo di 500 anni di colonialismo”. E l’unico modo per affrontare tale questione è attraverso “una nuova architettura di sicurezza e sviluppo che debba tenere conto degli interessi di ogni singolo paese del pianeta”; altro non funzionerà.
Per la più ampia regione dell’Asia sud-occidentale, Zepp-LaRouche ha proposto una strategia di sviluppo che permetterebbe di “creare grandi quantità di acqua dolce, attraverso la costruzione di un sistema di canali, di impianti per dissalare l’acqua di mare e, inoltre, estendendo alcuni dei corridoi economici già esistenti nella regione, come il CPEC (Corridoio Economico Cina-Pakistan) e il Corridoio di Trasporto Nord-Sud da San Pietroburgo, fino ad arrivare in India. Tutti questi corridoi dovrebbero essere estesi fino all’Egitto e alla Turchia; in questo modo quella regione del mondo potrebbe diventare il fulcro del collegamento tra Asia, Africa ed Europa, come lo era ai tempi dell’antica Via della Seta. “Penso – ha affermato – che un piano di sviluppo economico di questo tipo, una sorta di ‘Piano Oasi’ esteso, proposto dallo Schiller Institute, sarebbe una questione importante da discutere ora, perché i paesi hanno urgente bisogno di una visione su come uscire da questo caos e su come porre fine al ciclo di violenza una volta per tutte.”
La signora LaRouche ha espresso apprezzamento per l’iniziativa di mediazione nei colloqui tra Teheran e Washington intrapresa dal governo pakistano. Ha inoltre affermato che i paesi membri dei BRICS dovrebbero svolgere un ruolo più incisivo nella diplomazia mondiale, ma ha suggerito che dovrebbero “coordinare meglio le loro attività, poiché si tratta di una sfida enorme che minaccia ciascuno di essi individualmente”.