ECONOMIA

Movimento Internazionale per i diritti civili – Solidarietà

ECONOMIA

 



[Solidarietà, anno IX n. 1, aprile 2001]


La strategia sudista

Da trent’anni i politici americani fanno leva sull’arretratezza idelogica ereditata dalla Confederazione Sudista sposata allo spirito di rapina di Wall Street. Il fenomeno non è limitato al razzismo grottesco del Ku Klux Klan, ma permea la politica estera influenzata da Kissinger e Brzezinski.

IL DOSSIER

Indica le principali tappe politiche di questa strategia: da Nixon a Carter, a Bush a Gore, alla delegittimazione degli elettori che ha assunto dimensioni macroscopiche nelle elezioni presidenziali del 2000 ed ha colpito in particolare Lyndon LaRouche.

Analizza i principali potentati economici sudisti, in particolare quelli che stanno dietro alla dinastia dei Bush (Enron, Schlumberger, Halliburton, gli Harrimann, ecc.).

Ricostruisce la matrice culturale che dal gruppo letterario del "Nashville Agrarians", attraverso la figura di William Y. Elliot, ha portato il razzismo viscerale del Sud nella politica estera ufficiale degli USA (NSSM200, e Global 2000). E' una politica che vede nei paesi in via di sviluppo una minaccia demografica da combattere con il neomalthusianesimo, dove questo è reputato la forma più appropriata di "genocidio con altri mezzi".

Denuncia nella Corte Suprema USA la prima roccaforte dell'ideologia sudista in quanto ripudia la clausola del "bene comune" sancita dalla Costituzione USA e segue di fatto la Costituzione degli Stati Confederati.


Il servizio completo è pubblicato nel numero di aprile 2001 di Solidarietà, il bollettino d'informazione del Movimento Solidarietà che i non iscritti possono richiedere via posta elettronica a [email protected]